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La prima cosa che desidero dire
attraverso questa rubrica agli organizzatori della maratona Barchi-Fano è un
grande grazie. Grazie per la splendida organizzazione, grazie per la
stupenda accoglienza ed ospitalità e infine grazie per le meraviglie
paesaggistiche che ci hanno fatto ammirare.
Questa maratona,che io ho corso per la prima volta, è una manifestazione che
mi auguro cresca sempre di più in quanto è organizzata da persone che amano
veramente questo sport. In cattedra, per l'efficenza dimostrata, deve salire
per diritto l'infaticabile grande maratoneta Annibale Montanari, che ha
saputo gestire una maratona non facile da qualsiasi punto di vista.
Partenza da Barchi in perfetto orario, alle 9 allo sparo di un cannone.
Prima della partenza è stata offerta la colazione a tutti.
Il cielo era di un azzurro senza l'ombra di una nuvola sfatando così le
brutte previsioni della vigilia. La partenza era in discesa e quindi una
vera pacchia per una schiappa come la sottoscritta. Sono però iniziati
subito dei saliscendi fino ad arrivare al paese di Mondavio, ed è stato
proprio in questo borgo che ho potuto ammirare uno spettacolo
ineguagliabile. Sulle mura del Castello c'erano gli araldi vestiti con abiti
d'epoca, delle stupende dame in costume, uno scenario veramente d'altri
tempi. Siamo transitati dentro i cortili del castello, e ancora salite e
discese attraverso borghi stupendi e con sempre la vista su un mare
Adriatico che non poteva essere di un azzurro più intenso.
Trovo i soliti amici di ogni domenica che ormai ho imparato ad amare più
delle mie sorelle, anche perchè vedo più i maratoneti che le mie pigre e
pantofolaie congiunte.
I saliscendi continuano. Ad un certo punto sento in lontananza la radiolina
del compagno di avventure Morandin, mi raggiunge e mi sorpassa tutto felice
(alla fine arriverà con un quarto d'ora di anticipo prima di me).
Inizio ad essere un po' stanca e cosa stranissima per me, mi vengono dei
crampi ai polpacci, da togliermi il fiato. Mi fermo al primo bar e mi prendo
una fresca coca -cola che forse mi farà male ma è tanto buona. Al 35° km
anziché farci passare sopra il ponte sul Metauro, scendiamo sotto il ponte,
attraversando un sentiero d'erba, forse non molto agevole per i velocisti,
ma per me un toccasana dopo l'asfalto. Mancano pochi chilometri per arrivare
al porto. Attraversiamo i punti più spettacolari del centro di Fano e poi
via verso il porto. Attraversiamo un ponte di barche e finalmente l'arrivo.
Docce, pacco gara, pranzo party per tutti e tanti, tanti sorrisi da parte di
tutti. Annibale Montanari ci abbraccia e ci bacia ringraziandoci.
Annibale sei grande. Ti faccio l'augurio affinchè la Tua maratona raggiunga
i numeri che desideri perchè lo meriti come lo meritano tutto coloro che ti
hanno aiutato. Siamo partiti contenti io e l'amico Morandin. Oggi spero che
sia già il 2008 per poter rivivere questa stupenda avventura.
Ho imparato anche un'altra cosa: non serve che trascorra sempre le vacanze
in Austria, il nostro centro Italia è bellissimo e racchiude un patrimonio
paesaggistico che non ha paragoni. |