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Cronaca
dopo-maratona, ovvero piccola pubblicità per una delle più belle maratone
in Italia. E per bella si intende paesaggisticamente. Se non siete tipi da
tempi e da cronometro e vi piacciono le cose impegnative con tanti
saliscendi lungo il percorso e paesini alti sulle colline, da raggiungere
arrancando e bestemmiando in tutte le lingue con la promessa, a se stessi e
a tutti quelli che capitano a portata di disperazione, di non tornare mai più
in quel posto maledetto … Se vivete la corsa come una bella avventura e vi
piace spaziare attorno e godere anche del paesaggio e l’asfalto davanti a
voi non è il solo punto di riferimento,…se vi emozionano il cielo e il
mare azzurri all’orizzonte che come il richiamo delle sirene vi attirano
verso la meta lontana,quasi come un miraggio…..Se vi commuovete e vi
sentite felici assorbendo tutto quello che vi circonda, anche il caldo sulla
pelle (che sarà bello tosto)… allora vai.. ColleMar-athon fa per voi.
E’
contro il mio interesse parlarne bene e farla conoscere, perché sarebbe un
tesoro da tenere custodito per pochi intimi, onde evitare troppo
affollamento, ma sono generosa invece e ritengo giusto, anche per chi la
organizza e ci spende tanto tempo ed energia, far sì che abbia il suo
meritato momento di gloria. Questa è la 6° edizione e nel corso degli anni
il numero dei partecipanti è cresciuto soprattutto per il passaparola dei
primi che l’hanno scoperta.
Quest’anno
pare si fosse in 950. Al solito, la partenza da Barchi (350 mt. sul livello
del mare) fra ali di folla festante che lancia miriadi di coriandoli
colorati, col via a colpi di bombarda medioevale, sotto l’arco del piccolo
castello.La precipitosa discesa iniziale aiuta a scaldarsi muscoli e a
caricare gli animi dei più entusiasti che si sentiranno pronti a spaccare
il mondo ! Bisogna invece fare attenzione a non lasciarsi andare troppo
perché poi, con tutte le salitelle e salitone che si ritroveranno lungo il
percorso, serviranno anche le più nascoste energie. E sarà anche il calore
del pubblico, nei paesi che si passano,ad aiutare incitando ed applaudendo.
I paesi attraversati sono Mondavio, Orciano, S.Giorgio, Piagge, Cerasa e San
Costanzo, piccoli borghi fortificati arroccati sulle colline pesaresi.Se la
pubblicità nomina ColleMar-athon come la maratona in discesa, perché dai
350 mt. si scende fino al sorridente litorale di Fano, è altrettanto vero
che per raggiungere la spiaggia ci si fiaccheranno le gambe coi saliscendi.
Lungo
il percorso, già naturalmente spettacolare, ci saranno anche arricchimenti
coreografici con ragazze e giovinotti in costume medioevale, la banda nei
paesi più grandi, il giro dentro la cantina del castello di Mondavio
all’uscita del quale fanno ala ragazzi musicanti in costume e dove si
incroceranno i compagni di corsa un po’ più lenti al primo giro di boa,
dall’altra parte della strada. Ci saranno ancora bande musicali in costume
e non, balletti e sbandieratori. Il tutto condito da tanta simpatia. Ci
saranno ristori spontanei, fuori chilometraggio, con biscotti, torte
casalinghe e vino. Si vedranno le solite signore sulla soglia di casa,
sedute pacifiche, a gustare la novità in una giornata che diversifica la
loro quotidianità un po’ monotona.Una piccola festa, un momento di
allegria, qualcuno anche da prendere bonariamente in giro, qualcosa di cui
parlare per qualche giorno.
La
fatica si sopporta decisamente meglio con l’incoraggiamento sincero del
pubblico. Poi, nei momenti di sconforto, il mare azzurro, laggiù,che
aspetta, fa stringere i denti e si pensa che la meta è vicina. Gli ultimi
km sono decisamente i più difficili, anche se ormai si è arrivati in
piano, perché le gambe sono imballate con tante salite corse e il tratto è
dritto e sotto il sole. Ma ormai si legge 35° km. E proprio lì, oltre la
strada c’è il mare. Qualcuno cammina già da un po’, io sono bella
cotta ma mi trascino quasi pattinando, verso i km successivi, 36, 37, sempre
di fianco alla spiaggia.
La
gente continua ad applaudire anche noi così poco atletici. “ Brava
signora ! “ Io continuo a trascinare i piedi sull’asfalto, poi sui
sanpietrini in salita verso il centro del paese. Sento friggere dentro i
calzini ma cerco di non pensarci. Finalmente inversione sotto l’arco nel
centro di Fano e ritorno verso il porto. Al 40° faccio l’errore di
fermarmi a bere e le gambe mi si pietrificano. Ma il “richiamo delle
sirene “ mi fa ripartire e corro coi piedi in fiamme verso l’arrivo.
Quest’anno non si attraversa più il porticciolo su una passerella di
legno, che ricordava tanto Venezia, ma si sale verso il camminamento che lo
fiancheggia per poi ridiscendere e percorrere l’ ultimissimo tratto fianco
fianco agli yacht miliardari ancorati lì. Svolta finale e vai ! Mai la voce
e la vista di Brighenti mi sono state più care! Real time : 4,06. Un po’
brocchina mi dice mio figlio! Brocchina ma viva! Gran medaglione al collo e
levata immediata delle scarpe che sono diventate una vera tortura.
I
primi arrivati sono i soliti: Kipchumbra Rop, Barbi e un altro keniano. La
prima donna la simpatica Monica Carlin, seguita dalla slava Vratic e dalla
Cavalli. Dimenticavo di dire che l’ospite della manifestazione era
Riccardo Fogli che ha percorso qualche km. dalla partenza insieme a noi e,
forse, non sarà un superatleta ma ce la mette tutta e ha il merito, in una
società in cui “bello è giovane ad ogni costo” di portare le sue
rughette e i capelli ben brizzolati con un certo fascino!
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