Pagina Precedente ColleMar-athon 2008: una delle più belle d'Italia
(di Franca Michelini)
 

Cronaca dopo-maratona, ovvero piccola pubblicità per una delle più belle maratone in Italia. E per bella si intende paesaggisticamente. Se non siete tipi da tempi e da cronometro e vi piacciono le cose impegnative con tanti saliscendi lungo il percorso e paesini alti sulle colline, da raggiungere arrancando e bestemmiando in tutte le lingue con la promessa, a se stessi e a tutti quelli che capitano a portata di disperazione, di non tornare mai più in quel posto maledetto … Se vivete la corsa come una bella avventura e vi piace spaziare attorno e godere anche del paesaggio e l’asfalto davanti a voi non è il solo punto di riferimento,…se vi emozionano il cielo e il mare azzurri all’orizzonte che come il richiamo delle sirene vi attirano verso la meta lontana,quasi come un miraggio…..Se vi commuovete e vi sentite felici assorbendo tutto quello che vi circonda, anche il caldo sulla pelle (che sarà bello tosto)… allora vai.. ColleMar-athon fa per voi.

E’ contro il mio interesse parlarne bene e farla conoscere, perché sarebbe un tesoro da tenere custodito per pochi intimi, onde evitare troppo affollamento, ma sono generosa invece e ritengo giusto, anche per chi la organizza e ci spende tanto tempo ed energia, far sì che abbia il suo meritato momento di gloria. Questa è la 6° edizione e nel corso degli anni il numero dei partecipanti è cresciuto soprattutto per il passaparola dei primi che l’hanno scoperta.

Quest’anno pare si fosse in 950. Al solito, la partenza da Barchi (350 mt. sul livello del mare) fra ali di folla festante che lancia miriadi di coriandoli colorati, col via a colpi di bombarda medioevale, sotto l’arco del piccolo castello.La precipitosa discesa iniziale aiuta a scaldarsi muscoli e a caricare gli animi dei più entusiasti che si sentiranno pronti a spaccare il mondo ! Bisogna invece fare attenzione a non lasciarsi andare troppo perché poi, con tutte le salitelle e salitone che si ritroveranno lungo il percorso, serviranno anche le più nascoste energie. E sarà anche il calore del pubblico, nei paesi che si passano,ad aiutare incitando ed applaudendo. I paesi attraversati sono Mondavio, Orciano, S.Giorgio, Piagge, Cerasa e San Costanzo, piccoli borghi fortificati arroccati sulle colline pesaresi.Se la pubblicità nomina ColleMar-athon come la maratona in discesa, perché dai 350 mt. si scende fino al sorridente litorale di Fano, è altrettanto vero che per raggiungere la spiaggia ci si fiaccheranno le gambe coi saliscendi.

Lungo il percorso, già naturalmente spettacolare, ci saranno anche arricchimenti coreografici con ragazze e giovinotti in costume medioevale, la banda nei paesi più grandi, il giro dentro la cantina del castello di Mondavio all’uscita del quale fanno ala ragazzi musicanti in costume e dove si incroceranno i compagni di corsa un po’ più lenti al primo giro di boa, dall’altra parte della strada. Ci saranno ancora bande musicali in costume e non, balletti e sbandieratori. Il tutto condito da tanta simpatia. Ci saranno ristori spontanei, fuori chilometraggio, con biscotti, torte casalinghe e vino. Si vedranno le solite signore sulla soglia di casa, sedute pacifiche, a gustare la novità in una giornata che diversifica la loro quotidianità un po’ monotona.Una piccola festa, un momento di allegria, qualcuno anche da prendere bonariamente in giro, qualcosa di cui parlare per qualche giorno.

La fatica si sopporta decisamente meglio con l’incoraggiamento sincero del pubblico. Poi, nei momenti di sconforto, il mare azzurro, laggiù,che aspetta, fa stringere i denti e si pensa che la meta è vicina. Gli ultimi km sono decisamente i più difficili, anche se ormai si è arrivati in piano, perché le gambe sono imballate con tante salite corse e il tratto è dritto e sotto il sole. Ma ormai si legge 35° km. E proprio lì, oltre la strada c’è il mare. Qualcuno cammina già da un po’, io sono bella cotta ma mi trascino quasi pattinando, verso i km successivi, 36, 37, sempre di fianco alla spiaggia.

La gente continua ad applaudire anche noi così poco atletici. “ Brava signora ! “ Io continuo a trascinare i piedi sull’asfalto, poi sui sanpietrini in salita verso il centro del paese. Sento friggere dentro i calzini ma cerco di non pensarci. Finalmente inversione sotto l’arco nel centro di Fano e ritorno verso il porto. Al 40° faccio l’errore di fermarmi a bere e le gambe mi si pietrificano. Ma il “richiamo delle sirene “ mi fa ripartire e corro coi piedi in fiamme verso l’arrivo. Quest’anno non si attraversa più il porticciolo su una passerella di legno, che ricordava tanto Venezia, ma si sale verso il camminamento che lo fiancheggia per poi ridiscendere e percorrere l’ ultimissimo tratto fianco fianco agli yacht miliardari ancorati lì. Svolta finale e vai ! Mai la voce e la vista di Brighenti mi sono state più care! Real time : 4,06. Un po’ brocchina mi dice mio figlio! Brocchina ma viva! Gran medaglione al collo e levata immediata delle scarpe che sono diventate una vera tortura.

I primi arrivati sono i soliti: Kipchumbra Rop, Barbi e un altro keniano. La prima donna la simpatica Monica Carlin, seguita dalla slava Vratic e dalla Cavalli. Dimenticavo di dire che l’ospite della manifestazione era Riccardo Fogli che ha percorso qualche km. dalla partenza insieme a noi e, forse, non sarà un superatleta ma ce la mette tutta e ha il merito, in una società in cui “bello è giovane ad ogni costo” di portare le sue rughette e i capelli ben brizzolati con un certo fascino!